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#44785 Arte Disegno

Il Gibbo di Tono Zancanaro. In appendice al volume il catalogo cronologico dell'opera artistica di Tono Zancanaro.

Autore
EditoreLa Loggetta.
Data di pubbl.
Dettagli cm.34,5x43, pp.46, 200 tavole bn.e alcune a colori fuori testo, legatura editoriale con sopraccoperta figurata. Esemplare n.62 della tiratura assoluta di 2000 esemplari, i primi 200 dovrebbero contenere un disegno originale di una delle tavole rappresentate. Il nostro ne è sprovvisto, è quindi da considerare come un esemplare uguale a quelli con con numerazione superiore alla 500.
Abstract«Il Gibbo », per alcuni anni, è stato un personaggio di leggenda, Lo conoscevamo in pochi, dapprincipio; ma la cerchia andava sempre più allargandosi. E ognuno lo capiva e lo vedeva a modo suo. Per alcuni il « Gibbo » era la caricatura del tronfio Mussolini, il « gibbone » ridicolo, che pure riusciva ad angustiare la nostra gioventù. Per altri il « Gibbo » era il simbolo fallico di una società inquieta, che perdeva — ma anche riacquistava giorno per giorno i propri valori morali. Il «Gibbo» era nato a Padova, nella cucina di Tono Zancanaro, in Via Baracca 2. I suoi genitori si chiamavano il «duce, capo del fascismo, fondatore dell'impero», la fantasia di Tono Zancanaro; e la Gibba Gaetana, di umili origini popolane, ma matta come una cavalla. Prima di conoscere il «duce» gli piaceva aggirarsi per gli splendori notturni di Pra' della Valle. Gli sembrava, quel parco, prima un giardino delle «Mille e una notte» con i profumi d'oriente sbarcati nella vicina Venezia e con le suggestioni morbide di corpi soffocati dalle vesti, all'ombra degli angioli del Santo e nello scuro dei portici delle vie senza rumori che non sia il battito del cuore sotto la luna. Ora però il parco, lo stesso adorato parco, conosciuto il mostro, diventava la foresta di Pier delle Vigne, con gli esseri straziati e innamorati che si lamentano nello stesso modo. Qualche sera delle più drammatiche, quando si chiudevano le porte delle case e si aprivano quelle dei carceri, il parco diventava la foresta di Macbeth, con i fascisti vestiti da streghe e i manganelli e i moschetti come scope. La fantasia di Tono, violentata dal «mostro» partorì il «Gibbo». Era l'anno 1937.
CondizioniUsato, molto buono
NoteVolume in stato molto byuno mentre la sopraccoperta è lacerata nella porzione del dorso. con ampia mancanza.
EUR 60.00
#44785Ultima copia
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