#201807 Religioni

Canti Sciamanici Coreani.

CuratoreA cura di Antonietta L. Bruno e Boudewijn C. A. Walraven.
EditoreUTET.
Data di pubbl.
Dettagli cm.15x23, pp.508, alcune tavv.bn.ft. legatura ed.in tutta tela, titoli e fregi in oro al dorso.
AbstractÈ possibile affermare che la Corea è un Paese dove, all’inizio del XXI secolo, lo sciamanesimo è più vitale che in qualsiasi altra regione del mondo. Il numero dei suoi officianti, in gran parte donne, si aggira sulle centinaia di migliaia, a testimonianza di come non si tratti certo di una reliquia di un attardato passato rurale destinata a scomparire in fretta. L’animata metropoli di Seoul è circondata da luoghi destinati alla celebrazione dei suoi rituali: lo sciamanesimo coreano è vivo e vegeto all’interno di una società fortemente industrializzata e urbanizzata.Ugualmente, è necessario riflettere sul significato del termine quando lo si applica alla realtà della Corea. Se si accetta la definizione di Mircea Eliade, popolare ma empiricamente mal fondata, secondo cui lo sciamanesimo è una tecnica dell’estasi, laddove l’estasi implica che lo spirito dello sciamano lasci il suo corpo per viaggiare verso regioni celesti, ben poche tracce se ne possono trovare in Corea. Poiché qui, generalmente, gli sciamani non stabiliscono un contatto con il regno degli spiriti e delle divinità facendo viaggiare il loro spirito per incontrarli, ma piuttosto li fanno «discendere» nei loro stessi corpi e prestano la loro voce agli esseri soprannaturali da cui sono posseduti. Qualcuno potrebbe definirli medium, ma il termine suggerirebbe un’attitudine passiva, mentre in realtà gli specialisti religiosi che i coreani solitamente chiamano mudang mantengono decisamente il controllo dei procedimenti e, una volta completato il percorso iniziatico, sono in grado di mettersi in contatto con l’altro mondo quando e dove vogliono. La caratteristica li farebbe rientrare nel novero degli sciamani anche applicando il criterio formulato da Gilbert Rouget, il musicologo che adattò le idee di Eliade allo studio del ruolo della musica nei rituali di possessione, indicando nella possessione volontaria un tratto distintivo della categoria. Ulteriori motivi per ascrivere i mudang al novero degli sciamani si possono rinvenire nel processo con cui i cosiddetti mudang posseduti accettano la loro vocazione, rivelando sorprendenti somiglianze con il cammino per cui lo sciamano siberiano prototipo viene condotto alla sua carriera….
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Carlo Mattioli. Acquarelli 1981.
Il Parmigianino Editore
1981, cm.24,5x34, pp.circa 70 di tavv.a col.nt. br,soprac. fig.a col. con bandelle ripiegate, in custodia. Edizione in 333 esemplari numerati su carta acquarello della cartiera Fedrigoni, in caratteri Century. Copia non numerata, esemplare perfetto, copia d'archivio tipografica.
#1582173 copie
60.00 36.00
Ambiente sonoro e inquinamento acustico.
Ambiente sonoro e inquinamento acustico.
Assessorato alla Cultura e Centro Storico
1982, cm.20x20, pp.50, fascicolo spillato.
Usato, molto buono
#275528Ultima copia
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